Quanto investire in campagne di SEO organico?

Quanto investire in campagne di SEO organico?

Per le piccole e medie imprese promuovere i propri prodotti attraverso le regole del web può rivelarsi un asso nella manica. Vediamo come giocarlo.

Sei un imprenditore che ha deciso di scommettere sulla rete? Vuoi che i tuoi prodotti vengano conosciuti da una fetta di consumatori sempre più vasta grazie ai prodigi di Internet? Allora ti sarai già posto il problema, ben noto dalle parti di Giga.it, di come aumentare le visite organiche, ovvero incrementare i clic spontanei sulle tue pagine indicizzate dai motori di ricerca senza alcun artifizio.

Molti fra i titolari di piccole e medie imprese, contestualmente al restyling del proprio website, chiedono alle agenzie specializzate – a volte addirittura con preventivi da calcolare a parte! – un occhio di riguardo per questo importantissimo aspetto. 

Prima di tutto, che significa?

L’acronimo SEO sta per Search Engine Optimization, vale a dire un’“ottimizzazione a beneficio dei motori di ricerca”. In pratica, si tratta di gestire il contenuto da lanciare sul web non solo nella sua forma, ma dotandolo anche di parole-chiave e di altri accorgimenti che “accontentino” quegli algoritmi per merito dei quali si ha (o per colpa dei quali non si ha) l’“onore” di finire in cima alle pagine di risultato in maniera naturale.

Un meccanismo semplice 

Il compito principale di Google et similia è di soddisfare in tempi rapidissimi la curiosità di un utente che digita uno o più termini per ottenere delle informazioni. Vengono tenuti in considerazioni molti fattori, dalle sue altre ricerche recenti alla sua ubicazione e il momento dell’anno in cui sta “rovistando” (per esempio se è quasi Natale e cerca un orologio, probabilmente gli interesseranno delle offerte). Dall’altro lato della “barricata” c’è un’azienda, magari la tua, che desidera intensamente essere visibile.

Cosa c’è “dietro le quinte”?

Non tutti i criteri di predilezione sono noti, e in fondo è così che dev’essere. Tuttavia alcuni elementi sono irrinunciabili, nella fattispecie dei contenuti di buon livello e dei validi collegamenti. Va da sé che esistono settori in cui la concorrenza è spietata e inventarsi qualcosa di originale è assai difficile, e altri dove, al contrario, non c’è da sgomitare troppo.

Le insidie della SERP

La Search Engine Results Page, detta SERP, ovvero la pagina che include i risultati di una ricerca on line, è il traguardo più difficile da raggiungere per le PMI. Bisogna soppesare tutti gli “ingredienti” migliori per scalarla. Ma ancora prima è necessario valutare se ne valga davvero la pena. Ci spieghiamo meglio tra poco.

Come si presenta

Spesso cercando l’indirizzo o le generalità di una società della quale ti interessano i servigi ti trovi davanti anzitutto degli annunci sponsorizzati (benché talvolta il sistema scelga di saltarli, e accade sempre più di frequente). Per imbattersi nei primi link organici devi scorrere verso il basso (non tutti lo fanno, infatti i primi risultati fruttano tantissimo a Google), e lì ci sono i siti saldamente posizionati grazie alle intermediazioni.

La semplificazione del widget

Ultimamente si moltiplicano pure i cosiddetti widgets, ossia quelle interfacce grafiche che forniscono subito un quadro generale di ciò che ti interessa, dai risultati dell’ultima giornata del campionato di calcio alla classifica dei libri più venduti della settimana. Stanno spesso all’inizio dei risultati, l’utente dà un’occhiata e spesso smette di setacciare la pagina. A quel punto, a che serve scervellarsi per essere i primi?

Non disperiamo

Se vuoi aumentare le visite organiche e ti arrendi di fronte a ostacoli così radicati, è inutile cimentarsi! Sappi che per ogni avversità telematica c’è sovente un antidoto. Nel nostro caso lo strumento proposto da Google è un pacchetto che si occupa di pubblicità, AdWords, che contiene l’utilissimo sistema chiamato keyword planner, per aiutarti a individuare i vocaboli “magici” per una buona indicizzazione nel tuo campo.

È anche possibile determinare la potenzialità di una singola keyword, il che ti fa capire quanto conviene puntarci.

Un esempio pratico

Quando riesci a quantificare il valore di una parola-chiave vincente, ti tocca valutare quanto convenga economicamente assicurarsela. Sborsi un tot all’anno, ma sei al top. Sei disposto? Puoi permettertelo? Conviene provare a ottenere la medesima posizione senza scorciatoie? E quanto ci vorrà? Quanto costerà? Quali sono le alternative, tra nesletters e social networks?

A tal proposito…

Visto che li abbiamo appena nominati: Facebook e compagnia, così come Linkedin, Instagram, ecc., sono ormai strumenti imprescindibili per la promozione, allo stesso modo dei servizi degli intermediari come Expedia o Booking che garantiscono la longevità del sito. Quindi, il posizionamento naturale conta, certo, ma non è tutto.

Finché, un giorno, ci si affranca

Un po’ per volta, se gli affari vanno bene, la società avventuratasi in rete apprenderà delle tecniche a essa congeniali (inserimento di video, guide personalizzate, ecc.) e non dipenderà più strettamente dagli esperti a cui si è affidata. Come in ogni ambiente nuovo, ci si orienta pian piano.

Hai mai lanciato delle campagne di SEO organico per il posizionamento del tuo sito?

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