Ho visto il Galaxy Fold e ora ho più dubbi che certezze

Ho visto il Galaxy Fold e ora ho più dubbi che certezze

Ve li ricordate i Google Glass? Gli occhiali intelligenti che Big G ha lanciato in versione beta nel 2013? Se la risposta è no non preoccupatevi: è perché comunque si sono rivelati essere un fallimento totale. Non tanto per il prodotto in sé, quanto per la scelta di affrettarne la commercializzazione portando ad un rilascio sì in beta, ma che per molti utenti era quasi definitivo. Con tanto di prezzo altissimo e problemi tecnici. Un prodotto entusiasmante sulla carta, ma decisamente non pronto per il mercato, che a sua volta non era pronto per accogliere questo tipo di prodotto nel 2013. Ed è impossibile non pensare ai Google Glass quando si parla del Galaxy Fold, lo smartphone pieghevole mostrato ieri da Samsung e in arrivo a maggio con un prezzo stellare: 2.000 euro.

Ora, da un lato abbiamo l’entusiasmo verso le nuove tecnologie e, in particolare, verso gli smartphone pieghevoli. Un’entusiasmo, quest’ultimo, nato anche dall’estrema necessità di aziende e consumatori di non gettare la spugna su un settore ormai fondamentale come quello degli smartphone. Che, però, dall’altro lato negli ultimi anni è diventato estremamente noioso in termini di design, funzionalità e scelte stilistiche. Per questo l’attenzione sui dispositivi pieghevoli è così alta: sarebbe la prima vera rivoluzione del mercato degli smartphone da diversi anni a questa parte. Lo scetticismo, al di là dei Google Glass, nasce però dal passato di questo settore. Dal fallimento di progetti come gli smartphone modulari, delle fotocamere 3D sui telefoni e dallo scarso impatto che hanno avuto gli smartwatch. In breve, dall’entusiasmo trasformatosi in delusione.

Bisogna però sottolineare che il Galaxy Fold è tutto fuorché un dispositivo realmente pensato per i consumatori. O meglio, nonostante il suo status di prodotto che raggiungerà in effetti il mercato, la proposta pieghevole di Samsung non è altro che una presa di posizione nei confronti delle varie realtà del settore – dai giornalisti alle altre aziende – che punta ad affermare Samsung come la realtà che per prima ha introdotto questa tecnologia a livello mainstream (ma non la prima ad aver ideato uno smartphone pieghevole). Ma difficilmente può essere considerato un qualcosa di vicino al pubblico. Di certo non con un prezzo di 2.000 euro. E se da un lato va bene così, perché comunque la vera proposta di inizio 2019 di Samsung sono ben 4 nuovi Galaxy S10, dall’altro c’è sempre quello spettro dei Google Glass ad aleggiare su queste nuove tecnologie.

Perché in questo caso non si può nemmeno fare il paragone che c’è stato tra iPhone 8 e iPhone X, che nel 2017 si sono contesi le vendite tra tradizione e innovazione. In questo caso si parla di qualcosa ancora oltre, una nuova concezione di smartphone sì innovativa, ma al tempo stesso molto rischiosa. Al di là della conferenza patinata, infatti, già dai nostri posti nel pubblico si potevano notare elementi a rischio. Uno su tutti proprio lo schermo interno, quello pieghevole: osservato sotto le luci del palco si poteva notare che la “piega” era comunque evidente anche se aperto completamente, come se ci fosse comunque un piccolo solco nel mezzo. Certo per valutare quanto questo possa incidere sull’esperienza di utilizzo bisognerà provare il prodotto con mano, ma per il momento sembra che qualche compromesso ci sia. Come d’altronde è il caso dello schermo frontale da 4,3 pollici con quei bordi enormi.

Ma il senso di tutto questo è appunto il compromesso. Nuova tecnologia, ma a discapito di alcuni elementi. Un approccio comprensibile vista anche la natura di questa novità, ma che accostato al lancio nei negozi ad un prezzo così alto un po’ stona. E se è vero che anche la concorrenza ha prodotti incredibilmente costosi – basti pensare all’iMac Pro di Apple o al Surface Studio di Microsoft – in quel caso il costo elevato è a fronte di un prodotto all’apice della sua categoria, il top del top. Nel caso del Galaxy Fold, invece, si paga per partecipare a quello che di fatto è un beta test pubblico.

Quest’ultimo è un elemento che non va sottovalutato anche in un’ottica di early adopter, soprattutto valutando il fatto che per la metà del prezzo si può acquistare un top di gamma di qualsiasi produttore, Apple compresa.  Anzi, volendo gestire bene le finanze si potrebbero acquistare un iPhone XR e un iPad di ultima generazione. Ma l’esistenza del Galaxy Fold è comprensibile e, anzi, è entusiasmante per il settore. Il problema è nella presentazione, nel marketing, nella scelta di colori che fa sembrare il Fold un prodotto fatto e finito per tutti i consumatori e non un dispositivo semi-prototipale per gli entusiasti. Tutti elementi che potrebbero tagliare le gambe a quello che, invece, in futuro potrebbe diventare davvero il futuro degli smartphone.

Fonte: Ho visto il Galaxy Fold e ora ho più dubbi che certezze

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