Le resistenze: misurazione “manuale” o digitale

La presenza delle resistenze nella vita quotidiana

Le resistenze sono elementi essenziali all’interno di un circuito elettrico. Hanno il compito fondamentale di tarare il circuito permettendo il passaggio di una quantità determinata di Volt.

I professionisti e gli hobbisti dell’elettronica lo sanno molto bene: le resistenze sono ovunque, anche se non visibili, e rendono possibile il funzionamento di tutto un insieme di oggetti della vita quotidiana di cui non si saprebbe fare a meno: elettrodomestici, computer, smartphone, automobili, …

Il valore della resistenza: l’indicazione del costruttore

Per sapere il valore che una resistenza assume, vi sono due modi.

Il primo è quello di “leggere” il valore indicato sulla resistenza, tramite delle fascette colorate presenti sulla superficie stessa della resistenza. Sono i costruttori a fornire questo valore, utilizzando due parametri, cui chi acquista la resistenza farà riferimento per scegliere in base alle proprie necessità.

I due parametri sono il valore nominale e la tolleranza.

Il valore nominale è la massima potenza che la resistenza è in grado di dissipare sotto forma di calore, attraverso la superficie senza che la sua costituzione subisca modificazioni. È il cosiddetto “effetto joule”, che è collegato alla temperatura esterna in una relazione indiretta: più la temperatura esterna è elevata, minore sarà la potenza dissipabile, e viceversa.

La tolleranza non è altro che uno scarto percentuale massimo rispetto al valore nominale, all’interno del quale si colloca il vero valore della resistenza.

Sul corpo della resistenza sono dipinte delle bande colorate: si tratta di un codice internazionalmente riconosciuto, secondo il quale ad ogni colore e ad ogni posizione corrisponde un preciso valore.

Le prime due bande (o tre, a seconda dei casi) stanno ad indicare il valore nominale; la terza (o quarta) rappresenta un valore moltiplicativo, mentre l’ultima individua la tolleranza.

La conversione dei colori nei numeri corrispondenti darà il valore della resistenza, espresso in Ohm.

La misura del valore della resistenza con un tester digitale

Esiste un altro modo per sapere quale sia il valore effettivo di una certa resistenza. E senza l’influenza della tolleranza.

Si ricorre in questo caso ad un apparecchio, il tester digitale, in grado di misurare diverse grandezze elettroniche, come la tensione (che si misura in Volt), la corrente elettrica (unità di misura Ampere) e la resistenza. Intesa questa volta come la tendenza di un corpo sottoposto ad una tensione elettrica ad opporsi al passaggio della corrente. I tester sono facilmente reperibili, sia in qualsiasi negozio di elettronica e fai da te, sia online sui siti di e-commerce dedicati al settore.

Ne esistono ovviamente diversi modelli prodotti da più marchi, ma il loro funzionamento è lo stesso per tutti.

Come è strutturato il tester digitale?

Per comodità descrittiva, si può suddividere il tester digitale in tre parti: uno schermo su cui leggere il risultato della misurazione; un selettore rotativo per scegliere la grandezza da misurare; delle boccole, ovvero dei fori attraverso cui il tester sarà collegato alle sonde che permetteranno di effettuare l’operazione di misurazione.

Il tester funziona attraverso due sonde, ovvero i cavi che da un lato vanno inseriti nelle boccole, dall’atro tramite i puntali andranno a “prendere” la misurazione. Il cavo nero sarà usato come polo negativo e andrà inserito nella boccola nera. Il cavo rosso andrà invece inserito in uno dei due fori rossi, a seconda della misurazione da effettuare: in un caso, tensioni, resistenze e correnti fino a 200 mA; nell’altro, le correnti elettriche superiori a 200 mA fino ad un valore massimo che nella maggior parte dei modelli arriva a 10 A.

La resistenza e gli Ohm

Per misurare il valore della resistenza, si scollegherà quest’ultima dalla fonte di alimentazione, in modo che la corrente non la attraversi. A questo punto si sposta il selettore nella sezione contrassegnata dalla lettera Ω.

Potrebbe darsi il caso che, partendo ad esempio dal valore di 2000 kΩ e appoggiando le due sonde ciascuna ad una delle estremità della resistenza, il tester non sia in grado di effettuare la misurazione, perché la portata è eccessiva.

Scendendo di volta in volta a 200 kΩ, a 2000 Ω ed eventualmente a 200 Ω, il tester restituirà il valore. Almeno fino a quando la portate dell’apparecchio non sarà inferiore alla resistenza da misurare.

 

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