Growth Hacker: più informatico o più creativo?

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Da quando ha iniziato a fare la sua comparsa anche nelle prime startup italiane, molte sono state le domande che il mondo digital si è posto sulla definizione del Growth Hacker. Una figura quasi mitologica, un po’ pirata informatico (a fin di bene) e un po’ genio, un po’ digital marketer, il professionista che si occupa della crescita di utenti fidelizzati viene visto, a seconda dei pareri, come un matematico piuttosto che come un artista mancato. Ma qual è la verità su questa figura tanto controversa quanto necessaria al successo di un progetto appena nato? Vediamolo insieme.

Del matematico o ingegnere vero e proprio, il Growth Hacker ha sicuramente la passione per i numeri, i Big Data, le tabelle e le statistiche. Big data è il termine usato per descrivere una raccolta di dati così estesa in termini di volume, velocità e varietà da richiedere tecnologie e metodi analitici specifici per l'estrazione di valore

Sembra assurdo ma parte del suo lavoro, forse quella più noiosa ma sicuramente necessaria, si basa sull’analisi di elementi importanti da cui partire e tramite cui giungere alla soluzione. Dello psicologo il Growth Hacker condivide lo spirito empatico col quale tenta costantemente di avvicinarsi il più possibile alla mentalità degli utenti così da poter creare qualcosa che diventi subito virale. Del marketer, il Growth Hacker ha la predisposizione naturale al raggiungimento dei propri obiettivi, di lead generation normalmente. Dell’artista, infine, il Growth Hacker prende la parte più istintiva: il colpo di genio, talvolta improvviso, che balena nella mente e permette di creare una campagna virale ad hoc.

Checché se ne dica, se a un Growth Hacker mancasse anche solo uno di questi aspetti, non potremmo più definirlo tale. L’equilibrio sapiente tra la conoscenza degli applicativi, quella degli utenti, del mercato di riferimento e l’estrema fantasia è necessario affinché il lavoro risulti perfetto.

Coloro che desiderano crescere in questo settore e sono convinti di avere tutte le carte in regola per diventare Growth Hacker, oggi hanno finalmente la possibilità anche qui in Italia di formarsi affiancati da tutor e professionisti del mondo digital, proprio seguendo il fortunato modello americano. La prima e unica scuola digitale italiana che promuove per il secondo anno consecutivo il suo Master in Growth Hacking Marketing è la TAG Innovation School, un mondo dove i talenti digitali vengono valorizzati e formati al meglio. Ma bisogna sbrigarsi: il Master quest’anno partirà il prossimo 23 settembre.

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