Esiste una formula magica della viralità dei video?

I video sono i contenuti simbolo degli anni Duemiladieci, anni di rottura totale con le vecchie teorie di comunicazione, in cui il paradigma ha subito un vero e proprio dissolvimento in favore di una nuova prospettiva, dominata dalla rete, dalle produzioni dal basso, dalla fama (apparentemente) a portata di tutti. Il cyberspazio ha proiettato nello star system dei perfetti uomini qualunque che, con una fotocamera e tanta determinazione, hanno potuto bypassare le grane della gavetta e affermarsi al grande pubblico. Ma, per uno che ce la fa, internet ne centrifuga migliaia, incapaci di varcare quel confine tra l’oblio e la fama. Ma perché un video diventa virale?

Per rispondere alla domanda posta dal titolo: no, non esiste una formula del successo. Grazie a Dio. Esistono però elementi comuni a molte storie di successo nate dal web e che portano a pensare che anche un fenomeno tanto ampio e complesso come quello della viralità possa essere, in qualche modo, categorizzato.

Gli Influencer

Ogni campagna, ogni moda, ogni modo di dire nato nel cyberspazio ha sempre visto il coinvolgimento attivo di quelli che un tempo erano gli opinion leader e che oggi, nella globosfera, diventano influencer. Spesso sono proprio loro a lanciare le mode, altre volte si accodano alla massa e ne sospingono solo più in là la cassa di risonanza. Impossibile, però, stabilire con precisione il reale impatto di un contenuto o di un’idea da parte dei personaggi noti.

Il popolo del web

Spesso un video fa successo perché capace di incanalare in una forma ludica o facilmente fruibile un tema di interesse comune come una campagna di sensibilizzazione, le posizioni su un referendum, una causa sociale, e lo modella in un formato facilmente veicolabile. Chi per moda, chi per convinzione, chi per divertimento, si ritrova a fare proprio il fenomeno e a rilanciarlo a propria volta. Non serve coinvolgere agenzie di produzione video a Lugano o a Londra, basta uno smartphone e la voglia di prendere parte a quel processo di comunione laica che la rete esprime.

Rottura dell’ordinario

Di base, ci deve essere un’idea d’impatto, che sappia rompere con le convenzioni o divertire, emozionare o provocare, purché susciti quel senso di meraviglia che spinge l’utente a pensare: “voglio che gli altri vedano quello che ho visto io”. La condivisione di un video segue un percorso particolare, un video può restare invisibile per settimane e, tutto ad un tratto, raggiungere l’attenzione di tutti. A patto, però, che siate voi i primi a sospingerlo.

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